Rovine, gradini, geroglifici e forme di vita fotografate su Marte dai Rovers della NASA


Una volta il Pianeta Rosso pullulava di vita. Ne è convinto un noto “cacciatore di ALIENI” che ha recentemente scansionato alcune immagini della NASA (National Aeronautics and Space Administration). L’ufologo Scott C Waring sostiene infatti di aver scoperto, ingrandendo le ultime foto sacattate dell’Ente spaziale statunitense sulla superficie marziana dai droidi “Curiosity and Spirit Rover“,  evidenti segni di gradini, oltre alla presenza di  alcuni fossili. In un post sul suo sito web “ufosightingsdaily.com“, afferma anche di aver trovato prove di geroglifici e volti alieni scolpiti sulla roccia. Di contro la NASA ha dichiarato ufficialmente che nelle ultime settimane le possibilità di trovare vita su Marte si sono assottigliate, in considerazione della scoperta secondo la quale le strisce nelle zone alte del pianeta, che si pensava fossero causate da acque superficiali, appaiono piuttosto come probabili onde di sabbia.

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Il ricercatore Scott C Waring sostiene di aver scoperto le prove di forme di vita aliena sul pianeta rosso ma la NASA smentisce

Nonostante questo, Waring sostiene di aver trovato negli ultimi mesi decine di esempi di creature simili a quelle presenti sulla Terra, fossili, altre rovine e persino umanoidi alieni. Discutendo delle sue ultime scoperte, il ricercatore ha spiegato: “La macchina fotografica del rover, riprende in primo piano e sullo sfondo….sì, avete indovinato, tre segni di vita. Due di questi segni sono la prova schiacciante di vita intelligente in questa terra desolata, tanto da scolpire i volti della loro cultura sulla pietra. Il terzo indizio viene da una creatura inferiore, una conchiglia poco vicino.

Con tutte prove trovate dal rover, la Nasa si mostra scettica. Eppure il suo “motto” non sarebbe “Per il bene di tutti?” In un secondo post ha poi sottolineato: “Stiamo parlando di geroglifici che erano presenti in un’immagine scattata dal “Rover Spirit”, nelle quali si intravede una struttura simile a una roccia che contiene scritte o immagini destinate a comunicare un messaggio” (foto sopra).

Gli scettici si sono affrettati a definire tali segni come il risultato dell’illusione  pareidolitica, un fenomeno subcosciente che tende a ricondurre a forme note oggetti o profili (naturali o artificiali) dalla forma casuale, per cui il cervello inganna gli occhi facendogli credere di vedere oggetti familiari nelle nuvole o sulla superficie di una roccia, combinandosi, in questo caso, con l’immaginazione attiva di Waring. Ma non tutto è frutto di immaginazione. Nel corso del tempo abbiamo riportato molti casi in cui la NASA aveva nascosto le prove di segni di vita sul pianeta rosso, prove suffragate da materiale fotografico catturato dai Rovers. Certamente molte di queste fotografie mostrano piramidi, edifici e cupole che fanno pensare alla presenza di forme di vita extraterrestre.

Redazione Segnidalcielo

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