Pericolo per la nuova generazione di “Robot Killer Autonomi”. Scienziati lanciano l’allarme con la campagna Stop Killer Robots!!


Ormai è un dato di fatto! Esiste uno sviluppo incontrollato della robotica e dell’intelligenza artificiale che può mettere in pericolo la sopravvivenza dell’umanità e tutto ciò non è una paranoia di chi ha visto troppi film di fantascienza. Moniti in questo senso sono stati lanciati da personalità del calibro di Stephen Hawking ed Elon Musk ed è tempo che la politica si faccia carico della questione. Soprattutto se si tiene presente che, come inevitabile, sarà l’industria della difesa a sfruttare alcune delle applicazioni più sofisticate di queste tecnologie, che da questa industria vedono arrivare gli investimenti più ingenti.

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Già oggi i robot sono sempre più sfruttati dagli eserciti, come dimostra il crescente utilizzo di droni da parte del Pentagono per effettuare bombardamenti o eliminazioni mirate in Iraq e in Afghanistan. Cosa succederebbe se macchine create per uccidere e dotate di intelligenza artificiale sfuggissero al controllo dei governi, finendo nelle mani dei terroristi o, ancora peggio, autodeterminandosi?

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Con le tecnologie già disponibili, si tratta di scenari tutt’altro che remoti, tanto da aver costretto un gruppo di scienziati a raccogliersi sotto l’ombrello della campagna “Stop Killer Robots” e porre il problema all’attenzione delle Nazioni Unite perché pongano un veto sui robot assassini analogo a quello attualmente in vigore per le armi chimiche. Secondo i promotori della campagna, alcune nazioni – tra le quali Usa, Cina, Russia, Regno Unito, Israele e Corea del Sud – stanno già elaborando sistemi che conferiranno alle macchine una “maggiore autonomia di combattimento”. La prossima generazione di droni non avrà più quindi bisogno di fare riferimento a un operatore umano per compiere le proprie missioni di morte. Ovvero, si va verso macchine che potranno decidere da sole se uccidere o meno un uomo.

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Già lo scorso agosto cento manager responsabili di alcune delle aziende più innovative in campo di robotica e intelligenza artificiale avevano sottoscritto una lettera aperta all’Onu per chiedere di impedire l’impiego di robot negli eserciti. Tra i firmatari Mustafa Suleyman, numero uno di Deep Mind, la divisione AI di Google, lo stesso Musk e tre italiani: Alessio Bonfietti di MindIT, Angelo Sudano di ICan Robotics e Domenico Talia di DtoK Labs. Appelli analoghi sono giunti da diciannove Paesi, tra i quali figurano – in maniera significativa – Egitto e Pakistan, che vogliono scongiurare a ogni costo la possibilità di vedere queste armi in mano ai jihadisti.

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Uno dei cento firmatari, Stuart Russel, vicepresidente di Bayesian Logic e docente di Intelligenza Artificiale all’Università di Berkeley, ha prodotto un cortometraggio, breve ma decisamente inquietante, che è stato mostrato oggi durante un’evento promosso dalla campagna presso la Convenzione delle Nazioni Unite sulle Armi Convenzionali. Il breve film mostra uno stormo di droni che – senza più il controllo dei supervisori originali – fa strage di umani con devastante efficienza. Guardate il filmato!

A cura della Redazione Segnidalcielo

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