Incidente Rendlesham: uno misterioso “Messaggio per l’Umanità” che proviene dall’anno 8100?


Alla fine del 1980, alla vigila di Natale, apparvero in cielo sopra il bosco di Rendlesham, nello Suffolk, in Inghilterra, strane ed inspiegabili luci. Il fenomeno si verificò poco distante dalla RAF Woodbridge, stazione utilizzata in quel periodo dalle Forze Aeree degli Stati Uniti (USAF). Molte impiegati della USAF, diverse decine, furono testimoni oculari di queste misteriose apparizioni che si verificarono per quasi tre giorni consecutivi. La presenza di svariati testimoni oculari, non solo militari ma anche civili, rafforza, indubbiamente, la credibilità di questo “incidente”.

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Lo Scenario dei fatti

Il bosco di Rendlesham è proprietà della Commissione Forestale e si estende per circa 9,4 chilometri quadrati nella contea di Suffolk, approssimativamente 13 chilometri ad est della città di Ipswich. In quel periodo, nella zona introno al bosco c’erano ben due basi militari, occupate dalle Forze Aree degli Stati Uniti (guarda caso). Il Ministero della Difesa inglese negò la possibilità che tali eventi potessero rappresentare una minaccia per la sicurezza nazionale. Senza dubbio, però, nel tempo sono state trovate tracce e documenti che mostrano un particolare interesse da parte del Ministero della Difesa sul caso, ben oltre le “normali” aspettative. Il 26 dicembre, sempre in prossimità delle tre famose mattine degli avvistamenti, alcune luci misteriose furono segnalate da una pattuglia di sicurezza della Porta Est della RAF Woodbridge (Royal Air Force Station). I testimoni inizialmente pensarono che quelle luci fossero di un aereo in avaria e alcuni di loro cercarono di entrare nel bosco per comprendere meglio di cosa si trattasse. Quello che videro, e poi riportarono, fu sorprendente: alcune luci si muovevano attraverso gli alberi e tra esse spiccava una luce come di un oggetto più grande che fu identificato quale OVNI.

La consegna del messaggio

Uno dei militari presenti quella notte nel bosco, James W. Penniston, si trovò di fronte ad “una nave di natura sconosciuta – come riportò nel suo resoconto – in posizione di riposo, sopra il terreno”, e questo gli diede il coraggio di avvicinarsi. Pochi minuti dopo, quando Penniston era ormai a pochi passi dallo strano velivolo, decise di toccarla. Sentì immediatamente “una sensazione di grande calore e intravide una serie di simboli, che furono sovrascritti sul suo corpo”.

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Ma era accaduto anche qualcos’altro durante quell’incontro ravvicinato, uno “strano messaggio” era stato proiettato nella sua mente. Quando la nave si sollevò dal suolo, Penniston disse di aver potuto osservare il carrello di atterraggio triangolare del velivolo, che lasciò 3 segni sul terreno visibili a occhio nudo fino al giorno seguente. Anni dopo, verso il 1984, Penniston si sottopose ad una seduta di ipnosi regressiva e tra i suoi ricordi affiorò la certezza che quella nave fosse venuta dal futuro e che era guidata da “viaggiatori del tempo” e non da extra-terrestri come molti presumevano. Stranamente, però, queste informazioni non risultano dai registri ufficiali dell’incidente, informazioni che il sergente avrebbe dovuto riportare ai suoi superiori.

Tentativi di insabbiamento

La stessa mattina del 26 dicembre, molto presto, la polizia locale fu chiamata sulla scena del supposto “incontro ravvicinato”, imbattendosi nelle stesse impronte riportate da Penniston nelle sue deposizioni, che il sergente asserivaessere state lasciate dal velivolo nella sua fase di atterraggio. La polizia, ovviamente, dichiarò che si trattava di impronte probabilmente lasciate da un animale, mentre la gente della zona affermava che anche le loro bestie da soma avevano avuto un comportamento strano durante quella notte, come se fossero spaventate. Alcuni aviatori della base aerea, di contro, affermarono di aver visto “un oggetto metallico sospeso in una nuvola di fumo giallo proprio sopra gli alberi, con una luminescenza circolare intermittente introno di color azzurro. Il supposto oggetto, non identificato, sembrava avere coscienza della presenza degli aerei. Si allontanò, per cui decisero di seguirlo e di dargli la caccia”. I piloti dicono di essersi sentiti come storditi nell’avvicinarsi. Indiscrezioni suggeriscono che i militari siano stati interrogati, forse minacciati perché mantenessero riserbo sull’accaduto. Alcuni sostengono, infatti, di essere stati obbligati a firmare un documento nel quale sottoscrivevano che si trattava di un faro e non di un OVNI… d’altronde “i proiettili sono economici”. Senza dubbio, nel 2008, il tenente colonnello Halt affermò, durante un’intervista alla CNN, che fino a quel momento non era stato possibile divulgare nessuna informazione riguardo all’incidente.

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Incredibili rivelazioni

Penniston, con un solida carriera nelle Forze Aeree degli Stati Uniti d’America, si arruolò a soli 18 anni nel 1973 e dopo la preparazione di base fu reclutato dal Comando Aereo Strategico (SAC) della Guardia Elite. Nel 1980, fu assegnato all’Ala del Combattimento Tattico, e più precisamente alla Squadra della Polizia di Sicurezza nella Base Aerea Bentwaters. Fu allora che ebbe quello strano incontro, che gli cambiò la vita. Durante la sua carriera fu insignito di ben 27 onorificenze militari, oltre a ricevere personalmente l’encomio del Presidente. Si ritirò nel 1993. L’evento del quale fu testimone è ampliamente conosciuto come il caso Rendlesham. Dopo circa 30 anni, Penniston decise di parlare di fronte a una platea di oltre 300 persone durante la conferenza “Tornando nel bosco di Rendlesham”, e rivelò alcune informazioni che non erano mai state divulgate prima.

QUANDO PENNISTON TOCCÒ LA NAVE MISTERIOSA TRENTA ANNI PRIMA, SUBÌ UNA SPECIE DI SCARICA TELEPATICA DIRETTA NELLA SUA MENTE, IMMAGINI DEL NUMERO UNO E DEL NUMERO ZERO, CHE NON SCOMPARVERO SINO A QUANDO NON LE EBBE TRASCRITTE , UNA VOLTA IN CASA, SU UN BLOC NOTES CHE AVEVA A PORTATA DI MANO

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Un codice binario

Gli esperti ritengono che non esista un linguaggio più universale né più facile da decifrare di quello matematico (tra esseri, ovviamente, che parlano lingue diverse) e pertanto qualora una civiltà extra-terrestre volesse comunicare con l’umanità sarebbe naturale usare il codice numerico binario.

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Penniston non aveva mai rivelato questa informazione, ricordando che dopo l’incidente non smise mai di avere sogni al riguardo ed in particolare in riferimento al messaggio che aveva ricevuto. Non cercò mai di decifrarlo da solo, non ne aveva la competenza, ma nell’ottobre del 2010 consegnò 6 pagine piene di numeri 1 e di 0 ad un programmatore di computer, con la speranza che potesse tradurli in un messaggio comprensibile. Il programmatore trascrisse tutto il codice binario sul suo computer e dopo aver effettuato le opportune operazioni per la conversione ottenne quanto segue:

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“Esplorazione dell’Umanità 52° 09’ 42.532? N – 13° 13’ 12.69? W – CONTI (NUA) PER PROGRESSO PLANETARIO”. Nel messaggio si trovano anche alcune coordinate che corrispondono ad un’antica isola, oggi sommersa, l’isola HY Brazil, che secondo alcune leggende celtiche era il fulcro di una civiltà super tecnologica, mille anni più progredita rispetto al suo tempo. Vero è che oggi non ne esistono tracce visibili dal satellite.

Hy Brasil carta

Che relazione esiste tra la misteriosa isola di Hy Brasil e l’Ufo segnalato a Rendlesham (che per alcuni non sarebbe stato un’astronave aliena, ma una macchina del tempo) e soprattutto le coordinate sono realmente quelle di Hy Brasil? Il mistero per ora resta fitto.

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Nella mappa un punto rosso indica la posizione dell’Isola HY Brazil, che secondo alcune leggende celtiche era il fulcro di una civiltà super tecnologica, mille anni più progredita rispetto al suo tempo. Vero è che oggi non ne esistono tracce visibili dal satellite.

E senza dubbio non esistono tracce evidenti della sua esistenza, come sarebbe potuto capitare, nessun resto o protuberanza sottomarina è stata ad oggi evidenziata in corrispondenza del letto oceanico là dove è meno profondo. Viene spontaneo chiedersi, però, perché cercare un’isola? Se aprissimo un poco di più la nostra mente potremmo lasciare spazio all’idea che lì un tempo ci fosse una nave fluttuante o una base extra-terrestre posizionata proprio a quelle coordinate, che non si inabissò, ma semplicemente si levò in volo. Che ne pensate?

A cura della Redazione Segnidalcielo

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