Ennesima testimonianza in punto di morte di un ‘Alto Ufficiale’ dimostra l’esistenza di Piani Governativi USA in caso di “Attacco ALIENO” (seconda parte)


Nel 2003, il presidente della campagna di Hillary Clinton, John Podesta, aiutò la giornalista Leslie Kean a presentare una richiesta per la libertà di informazione in merito ai documenti relativi all’UFO crash del 9 dicembre 1965 a Kecksburg, in Pennsylvania. Nel 2005, fu intentata una causa per costringere la NASA a produrre tutti i documenti dello schianto che, secondo loro, avrebbero avuto un ruolo chiave nel recupero e nelle indagini. La causa ha portato allo stesso gioco circolare che ogni ricerca UFO ha avuto in relazione al tentativo di recuperare documenti governativi. Steve McConnell, ufficiale di collegamento pubblico della NASA, ha ammesso che mancavano due scatole di documenti dell’epoca dell’incidente di Kecksburg. E non è un caso che gli stessi archivisti della Clinton Library abbiano confermato a Cameron che non sono riusciti a trovare le 991 pagine dei documenti sull’iniziativa “Rockefeller” che il giornalista  aveva personalmente ricevuto, nel 2001, direttamente dall’Ufficio del Consulente Scientifico presso l’Ufficio del Presidente all’interno della Casa Bianca.

a sinistra John Podesta insieme all’ex presidente USA Obama

Nel 2007, il giudice ha sintetizzato quella battaglia legale, che durava da oltre tre anni, perché il FOIA ottenesse una risposta adeguata dalla NASA, ed ha dichiarato che le precedenti ricerche della NASA erano come “bandoli di una matassa” che non avevano mai dato una risposta adeguata alla richiesta. Ha anche aggiunto: “Sento la frustrazione del mio ruolo”.

La confessione sul letto di morte del capo della Gestione dell’Emergenza in Canada suggerisce una serie di importanti ipotesi. Il Podesta (FOIA) potrebbe aver fallito perché la richiesta era rivolta all’agenzia sbagliata. I documenti chiave relativi al coinvolgimento della NASA nell’incidente di Kecksburg potrebbero essere stati rimossi dal controllo della NASA già alcuni giorni dopo l’incidente. Sarebbe una situazione simile a quella in cui la Contabilità governativa indagò sull’incidente di Roswell del 1947, solo per scoprire che mancavano tutti i rapporti della base aerea dell’esercito della zona relativi al periodo di tempo in questione.

Nel suo articolo sull’incidente di Kecksburg, Grant Cameron, mostra molte strane coincidenze. Domenica notte, due giorni dopo lo schianto, il presidente Johnson tornò alla Casa Bianca. Il pomeriggio successivo, Johnson ebbe un briefing per quasi 30 minuti con Buford Ellington. Ellington era il capo dell’Ufficio di Pianificazione di Emergenza (OEP) ed era l’equivalente statunitense in carica di così detto ufficale X canadese. L’OEP è stato istituito in seno all’Ufficio Esecutivo del Presidente. Questo era uno dei gruppi che sembrava essere stato coinvolto nell’incidente di Kecksburg.

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Una delle persone chiave sotto Buford Ellington era il colonnello dell’USAF J. Leo Bourassa. Era il direttore della Divisione delle Strutture Speciali (SFD) all’interno dell’Ufficio di Pianificazione delle Emergenze. Lui e la sua SFD gestivano l’accesso alla struttura segreta sotterranea dove il presidente e altri funzionari governativi devono essere alloggiati in caso di un attacco nucleare. Era il lavoro di Bourassa, che il presidente Eisenhower definì necessario “per salvare il nostro governo”.

Mount Weather è anche la sede della National Radio System (FNARS) del FEMA, un sistema radio ad alta frequenza che collega il presidente al Sistema di Allarme di Emergenza, che comprende le agenzie federali di Pubblica Sicurezza degli Stati Uniti, le Forze Armate e la maggior parte degli stati.

La struttura sotterranea di oltre 180.000 metri quadrati era conosciuta come “Mount Weather” o “High Point” e si trova nel West Virginia. La condizione in cui verrebbe utilizzata è nota come “Continuity of Government Readiness Conditions “(COGCON, “Continuità delle Condizioni di Prontezza del Governo”). Il presidente può dichiarare una delle 5 condizioni COGCON, di cui il nero è il livello più alto, nel qual caso attiva quello che è classificato come CONPLAN 3502, schierando i militari per far rispettare la legge e l’ordine all’interno dei distretti di controllo civile. Assume il controllo di tutte le strutture di comunicazione privata di tutte le forme di comunicazioni civili, sia a voce che scritte. Attiva, inoltre, il killl switch di Internet con il comando SOP 303. Detiene il monopolio e raziona tutte le risorse nazionali degli Stati Uniti, inclusi cibo e acqua. Prende in carico tutte le infrastrutture domestiche di energia e trasporti. Distribuisce il piano nazionale della coscrizione nazionale per soddisfare qualsiasi lavoro richiesto ai fini per la difesa nazionale e della ricostituzione.

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Il Mount Weather Facility è il centro della pianificazione di emergenza di livello più alto negli Stati Uniti, noto dagli anni ’50 come “Continuity of Government” planning (COG), o all’interno del Pentagono come “Progetto Doomsday”. Il permesso di sicurezza viene rilasciato solo a coloro cui è concesso accedere al sito Top Secret.

All’epoca del crollo di Kecksburg, nel dicembre 1965, la struttura era totalmente sconosciuta al pubblico. Sarebbe diventata nota solo nel 1974, quando un aereo si schiantò proprio lì vicino. Il complesso era segretissimo, come ha sottolineato il portavoce della FEMA Bob Blair, dicendo a Grant Cameron che chiedeva dettagli : “Sarei lieto di rispondere, ma dopo dovrei ucciderti”.

Il nome di Bourassa saltò fuori in alcuni documenti del “Blue Book” dell’USAF, proprio mentre si procedeva al recupero dell’oggetto misterioso di Kecksburg in Pennsylvania. Bourassa inviava messaggi come risulta dall’hardware recuperato in altre aree. Le chiamate provenivano da quello che è ora noto come il FEMA Operations Center (nome in codice “Blue Grass”). Il file USAF ha identificato solo il nome in codice della struttura Top Secret e nulla più. Solo nel 2009 il giornalista Cameron riuscì ad identificarlo come tale. Nel documento “Blue Book” si legge:

(Ore 23:23) – Il Sig. J.L. Bourassa, Capo della Divisione Servizi Speciali, OEP, ha dichiarato al “Blue Grass” che ha chiamato il Sig. X rivelandogli questa informazione. Il mio uomo  ha rinvenuto 2 pezzi di materiale in alluminio vicino a Lapier, Michigan. Il signor X ha dichiarato che non si tratta di una bufala. Il Sig X  vorrebbe essere informato degli ultimi sviluppi.

(Ore 23:40) A seguito della chiamata del signor Bourassa ho chiamato il signor X per ottenere un resoconto diretto di ciò che pensava di aver visto. I tre pezzi gli erano stati recapitati la mattina dal Sig. X.  Mi ha chiesto se eravamo d’accordo a che ne trattenesse uno per fare un’analisi spettrale. Ho detto di andare avanti, ma di mandami gli altri due. I pezzi sono stati segnalati come non molto carbonizzati; tuttavia, le altre persone presenti al rinvenimento hanno detto che sono piovuti dal cielo e si sono sparpagliati su una vasta area. Il Sig. X  ha detto che l’avvistamento della palla di fuoco era avvenuto circa 320 chilometri a nord di Flint Michigan.

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Mentre era nella biblioteca e negli archivi nazionali della Johnson, Grent Cameron dice di aver cercato i file su Bourassa e sulla “Divisione delle Strutture Speciali” per vedere il suo coinvolgimento nell’incidente di Kecksburg. Quello che ha scoperto è che Bourassa e l’organizzazione che gestiva erano stati pesantemente coinvolti nel blackout del 1965 di New York City. Come l’incidente di Kecksburg, l’interruzione dell’alimentazione di New York aveva un legame con gli UFO. Fu infatti in quell’occasione che la struttura di massima segretezza venne messa in allerta, l’unica volta durante la Guerra Fredda.

In base ai rapporti dei fascicoli rubricati relativi al blackout, il grande allarme era stato causato da qualcosa che aveva innescato l’allerta di 21 unità predisposte ad avvisare la rete di comando in caso di lancio di una bomba sul display del “Sistema di Allarme 210”, sparse tra gli Stati Uniti e la Groenlandia.

“Il tabellone dell’Allarme Bomba era illuminato al livello di allerta massimo con luci gialle ad indicare che i collegamenti di comunicazione con il sito BMEWS di Thule, in Groenlandia, e con gli altri 21 siti del Sistema 210, erano andati giù. Ma peggio, molto peggio ,due dei sensori, quelli di Salt Lake City e Charlotte,nel North Carolina, stavano lampeggiando in rosso. Rosso è il colore deputato all’allarme per le detonazioni nucleari. Bourassa ha dedotto che era in corso un attacco nucleare chirurgico e ha messo il Monte Weather in allerta. È stata l’unica volta in cui l’impianto è andato in allerta durante la Guerra Fredda”.

La divisione “Special Facilities”

Potrebbe non essere una prova conclusiva, ma è interessante notare che molte delle persone chiave che sarebbero state coinvolte nell’incidente di Kecksburg si sono presentate inaspettatamente ai “tour” organizzati dalla Divisione dei Servizi Speciali nei giorni successivi all’incidente. James Webb, il direttore della NASA, la cui Agenzia si vociferava trovarsi sul luogo dell’incidente, risulta abbia visitato la Divisione delle Strutture Speciali circa sei settimane dopo l’incidente. Così come il colonnello Bourassa e Kenrick W. Hackett, che hanno informato Webb e lo staff ristretto della NASA il 28 gennaio 1966.

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Il team speciale del Capo del Personale Congiunto visitò la Divisione delle Strutture Speciali il 20 gennaio 1966. Anche il Comandante Generale della Prima Armata degli Stati Uniti programmò una visita alla SFD quel mese di gennaio. Il 662° squadrone radar presente sulla scena dell’incidente era un’unità dell’esercito ed era responsabile dello Space Command al NORAD. Gli stessi funzionari del NORAD annunciarono l’intenzione di visitare la Divisione delle Strutture Speciali il mese dopo l’incidente.

Testimonianza sul Monte Lovekin

Un’altra storia, legata alle operazioni della COG di Mount Weather sugli UFO, proviene da uno dei testimoni del Disclosure Project, Stephen Lovekin. Lovekin era stato un crittografo dell’esercito del Pentagono dal 1959 al 1961. Nella sua testimonianza, resa a Cameron pubblicamente, ha sottolineato che era stato fortunato ad andare nella zona di Washington DC e ad aver potuto parlare con un impiegato del governo, noto come Frank. Non era un militare e lo aveva incontrato per la prima volta a Mount Weather Virginia, Winchester, che è poi il luogo in cui molti sanno che il Presidente sarebbe messo al sicuro in caso di attacco. Lovekin disse a Grant Cameron, al loro primo incontro, sapendo che era interessato a questo argomento, che il luogo in questione aveva anche strutture per rintracciare gli UFO.

Durante l”intervista, rilasciata nel 2003, ha confermato di essere stato a Mount Weather una dozzina di volte e che girava voce su alcuni “oggetti non identificati” che erano stati rintracciati dalla struttura., anche se non aveva avuto visto nessuna prova in tal senso. Alla domanda, “OK, immagino non si sappia dove l’abbiano preso. Qualcuno te l’ha detto?”, Lovekin rispose,” Qualcuno me l’ha detto – sì”.

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Un governo all’interno del Governo

Durante l’amministrazione Clinton il presidente si trovò di fronte a una domanda sugli UFO da parte della giornalista Sarah McClendon. Riferendosi al lavoro che era stato fatto per ottenere la divulgazione dei dati relativi al “Disclosure Project” del Dr. Steven Greer, la McClendon chiese: “Perché non fa qualcosa per aiutare questo gruppo?”. Il presidente Clinton si sporse e disse: “Sarah, c’è un governo all’interno del governo e io non lo controllo”.

L’operazione del COG a Mount Weather potrebbe essere ciò a cui si riferiva? A ben guardare il COG è stato descritto in termini quasi identici a quelli usati da Clinton. È stato definito extra-costituzionale, perché avrebbe scelto un nuovo presidente interno senza eleggerlo e l’intera faccenda era al di fuori della Costituzione. Il COG, durante l’amministrazione Reagan, non operò infatti seguendo le direttive del Governo per lo scandalo delle armi in Iran. Gli investigatori hanno scoperto che il colonnello Oliver North stava usando l’elaborato sistema di comunicazioni, noto come Flashframe per aggirare i normali canali di comunicazione del governo. Il principale consigliere del comitato del Senato per il controllo della situazione iraniana arrivò a chiamare l’unità COG un “governo segreto all’interno di un governo”.

In questo modo viene posta la premessa di una plausibile “attenuante” per quei funzionari della Casa Bianca che non erano coinvolti direttamente, o intenzionallmente, in attività anticostituzionali o illegali, ritenuti non consapevoli, in quanto avevano operato nella convinzione di procedere con l’avallo presidenziale. Fu durante quel periodo in cui Oliver North elaborò “un controverso piano per sospendere la Costituzione in caso di crisi nazionale, come la guerra nucleare, il dissenso interno violento e diffuso o l’opposizione nazionale all’invasione militare degli Stati Uniti all’estero”.

Entra in scena il colonnello John Alexander

Durante un’intervista del 15 giugno 2013 alla conduttrice radiofonica Nancy Du Tetre, il colonnello John Alexander lanciò una “bomba”. Alexander è un ex colonnello dell’esercito americano che ha studiato gli UFO dal 1947. Ha conseguito un dottorato di ricerca in Tanatologia con la dottoressa Elizabeth Kubler-Ross, ed è conosciuto  come l’uomo dietro lo sviluppo di armi non letali per l’esercito americano.

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Alexander ha dichiarato apertamente l’esistenza di un gruppo noto come MJ-12, così come gli era stato confermato da un esponente di alto livello in seno al Governo. L’MJ-12, secondo documenti non comprovati e trapelati a metà degli anni ’80, risulta essere l’ultimo gruppo di controllo responsabile dell’intera vicenda UFO. I documenti affermavano che era stato formato nel 1947 da un ordine esecutivo segreto firmato dal presidente Truman. Il fatto che si trattasse di un EO significava che il programma sarebbe stato gestito direttamente dall’Ufficio Esecutivo del Presidente. Alexander è una delle molte persone che hanno confermato che il gruppo esiste realmente. Un esempio chiave è l’assistente dell’ammiraglio Tom Wilson, che ha ricoperto il ruolo di capo dell’Intelligence per i Capi di Stato Maggiore Congiunti sotto la presidenza Clinton.

Questo è ciò che Alexander ha detto a Du Tetre:

“Ho avutola la soffiata che (MJ-12) era esistito. Non pensavo che fosse vero, ma quando ho esaminato il problema e chiesto se i nomi fossero corretti, hanno detto di sì e questo dovrebbe far comprendere la strada da seguire per averne conferma”.

Alexander ha però detto a Du Tetre che non credeva che il gruppo avesse qualcosa a che fare con gli UFO:

“Penso che in realtà ci fosse un gruppo preciso e dietro ad esso il COG creato per prevenire la distruzione nucleare degli Stati Uniti. Era davvero super-sensibile”. Il COG di cui Alexander parla si trovava a Mount Weather. Anche se Alexander non ha mai rivelato chi fosse la talpa che lo aveva informato, esiste una buona probabilità che la sua fonte fosse associata alla COG o venisse da Mount Weather, e questo secondo elemento potrebbe essere stato l’indizio in base al quale Alexander aveva dedotto, per congetture, quale fosse la struttura dietro il paventato gruppo fantasma MJ-12.

Possibile che la fonte fosse Robert Kupperman, amico di Alexander?  Kupperman sarebbe stato al centro del COG come ex direttore esecutivo dell’Ufficio di Preparazione alle Emergenze e direttore della Transizione alla FEMA. Secondo Alexander, i due uomini avevano discusso diverse volte degli UFO, ma nel suo libro “UFOs, Myths, Conspiracies, and Realities” (“UFO, miti, cospirazioni e realtà”) non risulta essere sulla lista delle persone coinvolte dall’organizzazione.

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“Le responsabilità della FEMA vanno ben oltre quelle legate alle calamità naturali e l’ampio spettro di scopi cui è preposto sconvolgerebbe se fosse rivelato pubblicamente”. Anche se le contingenze legate esclusivamente al contatto ALIENO non risultano essere nell’elenco delle priorità e a suo dire “non è mai stato nemmeno preso in considerazione nelle situazioni di emergenza in cui ha lavorato”.

È possibile che il capo delle misure di emergenza in Canada sia stato messo al corrente, mentre la sua controparte nel FEMA statunitense ne era tenuto all’oscuro? Non sembra molto probabile. Se il capo della Gestione delle Emergenze canadese era stato informato sulla situazione UFO/ET, non dovrebbe sorprendere  l’eventuale presenza di documenti che attestino gli stessi riscontri anche nei file dell’Unità di Crisi legata alla gestione di simili “emergenze” negli Stati Uniti.

Attacco nemico e potenziale UFO

Sebbene l’amico di Alexander alla FEMA abbia affermato che l’argomento ALIENI andasse ben oltre le priorità dell’organizzazione, le prove rese note raccontano una storia molto diversa. Nel 1992 la FEMA pubblicò la seconda edizione della “Guida per il controllo del disastro”. Un manuale di 641 pagine, diviso in capitoli sulla pianificazione in caso di disastri, addestramento e preparazione, gestione delle comunicazioni, di incendi, incidenti materiali pericolosi, sterminio di massa, catastrofi, gravi disordini civili o nei trasporti, eventi climatici disastrosi. Il manuale è stato scritto da William M. Kramer, Ph.D e Charles W. Bahme, J.D.

Il capitolo 13, tuttavia, fu quello che attirò l’attenzione di tutti. Era intitolato “Attacco nemico e potenziale UFO: la minaccia UFO – Un fatto”. Il capitolo, che si apre dicendo “focalizzeremo la nostra attenzione sulla reale minaccia posta dagli oggetti volanti non identificati”, esamina tutte le potenziali situazioni catalogabili come “disastro” che potrebbero derivare da un contatto ALIENO, e solleva la questione dei blackout radio, dei sistemi tecnologicamente avanzati di comunicazione e lo stato attuale della difesa planetaria. Si addentra anche nel problema di “come si smaltirebbero eventuali morti e di come soccorrere e gestire i sopravvissuti”, ovviamente in caso di un attacco ALIENO. Secondo gli autori, non c’è mai stato un piano d’azione ufficiale prestabilito, quindi citano un libro sugli UFO scritto da Frank Edwards, un giornalista di spicco negli anni ’50.

AVVERTIMENTO

“Gli approcci vicini agli UFO possono essere dannosi per gli esseri umani. Non soffermarsi sotto un UFO che si libra a bassa quota. Non toccare o tentare di toccare un UFO che è atterrato. In entrambi i casi la cosa più sicura da fare è allontanarsi molto rapidamente da lì e lasciare che intervengano le squadre militari. Esiste il serio rischio di contaminazione radioattiva e ci sono casi noti in cui le persone sono state bruciate da raggi emanati dagli UFO. Non correrte rischi!”

Nell’aprile del 2013 la FEMA ha portato avanti una nuova esercitazione a Mosca, Latah County, Idaho,  la “Zombie UFO Crash”. L’annuncio dichiarava che sarebbero stati coinvolti i primi 100 soccorritori nella contea e nelle contee circostanti, oltre alle squadre di risposta alle emergenze comunitarie sotto gli auspici della FEMA. Morrie Goodman, il direttore delle Comunicazioni dell’Agenzia, ha dichiarato che quando è stato informato, per ragioni di “lavoro”, in merito ad eventuali coinvolgimenti della FEMA nello studio e nella prevenzione UFO, ha affermato di aver ottenuto la risposta “potrebbe avvenire”. Alla domanda se la FEMA ha approvato il capitolo 13 del manuale, Goodman ha dichiarato: “La FEMA non ha al momento informazioni al riguardo né ha le informazioni necessarie sulla preparazione, la risposta e il recupero o su qualsiasi altra necessità legata all’argomento UFO”.

Nomi in codice

John Alexander era una delle numerose fonti che furono utilizzate dal ricercatore UFO Bill Moore negli anni ’80 per scoprire ciò che il governo degli Stati Uniti conosceva al riguardo e quali agenzie governative componevano il diagramma di flusso che era stato organizzato. A questi vari funzionari e agenti dei servizi segreti sono stati dati nomi di uccelli, in modo che Moore potesse parlare al telefono con i colleghi senza usare nomi.

Questi uccelli fornirono a Moore molte informazioni dettagliate su come funzionava il cover-up degli UFO, e quali erano le agenzie chiave coinvolte. Una delle agenzie che Moore aveva dettagliato erano le stesse che Cameron aveva scoperto rintracciando il nome in codice dei messaggi che venivano inviati la notte dell’incidente dell’UFO di Kecksburg. Quell’agenzia era la Divisione delle Installazioni Speciali che egli aveva riportato al FEMA e poi al presidente in carica. Questo perché la FEMA era stata creata per ordine esecutivo dal Jimmy Carter, che l’avrebbe collocata nell’Ufficio Esecutivo del presidente.

Il diagramma di flusso pubblicato da Moore nel 1985 mostrava la catena di comando UFO. In cima alla catena c’era il Presidente degli Stati Uniti. Sotto di lui c’era un gruppo consultivo noto come Special Advisory Committee al Presidente per Alien Matters (Comitato Consultivo Speciale del Presidente per le Questioni Aliene).

Direttamente sotto il Presidente, in base alla catena evidenziata da Moore, viene nominato il famigerato  “MJ-12-FEMA-NSA”.  La formazione di questo gruppo era considerata la “Divisione Servizi Speciali – FEMA – Gruppo C per la NSA”.

Anche gli “uccelli” della CIA cantano

Il Dr. Ronald Pandolfi era una delle fonti di Bill Moore, cui era stato dato un nome in codice di “uccello”. Pandolfi, come disse Ken Timmerman all’American Spectator, era lo scienziato di più alto rango della CIA nel 1996. Pandolfi è stato anche definito come il capo della “scrivania misteriosa”, che gestiva i dossier UFO o legati ad altri soggetti di dubbia fenomenologia. Questo vertice parallelo della CIA è stato confermato dal fatto che, quando il consigliere scientifico di Bill Clinton, Jack Gibbons, ha richiesto un briefing UFO dalla CIA nel 1993, il compito fu affidato proprio a Pandolfi.

Sebbene sia difficile confermare esattamente cosa Pandolfi facesse per il Governo in quel determinato momento, l’ultima posizione che avrebbe ricoperto, a suo dire, era la Homeland Security, che sovraintende la FEMA.

Conclusioni

Le prove sembrano chiaramente mostrare che i direttori della gestione delle emergenze in Canada e negli Stati Uniti sono stati informati rispettivamente sulla dinamiche, le casistiche, i dossier e ogni singolo avvistamento o fatto legato al “mistero degli UFO”, in quanto nella posizione decisionale per essere messi a conoscenza di tutto. Questa necessità intrinseca nel loro ruolo di “sapere” avrebbe perfettamente senso, perché se ci fosse un’invasione aliena o se ci fosse una rivelazione di massa dell’esistenza di esseri non umani sul pianeta Terra, la proporzione delle ripercussioni sul sistema globale avrebbe una proporzione sicuramente di gran lunga maggiore rispetto a quella già verificatasi per la semplice uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.

Nel caso di uno scenario di invasione, i responsabili delle emergenze di entrambi i paesi avrebbero accesso alle reti di comunicazione più sofisticate che collegano i leader delle singole città e dei due stati. Avrebbero, inoltre, un collegamento diretto con tutti i leader militari e con i leader del Congresso e della Casa Bianca, così come con le ambasciate straniere. Le comunicazioni sarebbero la chiave per i leader, i loro governi e le Forze Armate per essere costantemente in contatto mentre lavorano sui numerosi imprevisti che potrebbero sorgere. Le persone che gestiscono le emergenze per operare in tempo reale sono oggettivamente classificabili come “persone necessariamente coinvolte”in un piano di azione che affronti l’eventuale situazione. Non ci sarebbe tempo, una volta innescata la reazione all’attacco, materiale o psicologica, di capire cosa fare o come agire senza un programma prestabilito, del quale siano già a conoscenza.

Ciò rende la testimonianza del direttore della Gestione delle Emergenze di fondamentale importanza per scoprire come vengono utilizzati i fondi fiscali prelevati dalle tasche dei cittadini per affrontare la situazione UFO. La testimonianza è anche di fondamentale importanza, perché dimostrerebbe che i governi conoscono parte della verità sulla situazione extraterrestri/UFO e stanno facendo qualcosa per gestire la situazione.

A cura della Redazione Segnidalcielo

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Prima parte dell’articolo: http://www.segnidalcielo.it/ennesima-testimonianza-punto-morte-un-alto-ufficiale-dimostra-lesistenza-piani-governativi-usa-caso-attacco-alieno-parte/

 

 



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