Ancient Aliens: Teotihuacan, la Città degli Dèi era forse un portale per lo spazio?


Perché la fiorente civiltà intorno a Teotihuacan scomparve improvvisamente?  In che modo quel popolo, che usava strumenti di pietra, poté realizzare quelle incredibili imprese edili? È possibile che una presenza extra-terrestre abbia portato alla popolazione autoctona il suo sapere avanzato, iniziandola ai principi cosmici? La Città degli Dèi era forse un portale  per lo spazio?

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Teotihuacan

Tutte queste domande non hanno ancora una risposta, ma le teorie che sono nate intorno a tali misteri ancora irrisolti sono comunque interessanti e da non sottovalutare. Secondo la leggenda, gli Aztechi credevano di essere stati creati ad immagine dei loro Dèi, che scesero sulla terra, volontariamente o per un atterraggio di fortuna, grazie ad una gigantesca nave a forma di coltello di selce (la così detta pietra focaia). Circa 1.600 Dèi che gli Aztechi onoravano e servivano.

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Piramide del Sole

Ma di cosa stiamo parlando?  Una delle conseguenze di questa ipotetica migrazione sarebbe proprio la città di Teotihuacan, situata poco a nord dell’odierna Città del Messico, lungo un’area di quasi 13 chilometri. Secondo i registri, un tempo, vi vivevano più di 100.000 persone ed era la più grande città dell’emisfero occidentale, tra collegamenti idrici, strade rialzate, muri fatti di teschi e una via pubblica chiamata “La Strada della Morte”. La zona è delimitata da una serie di edifici adiacenti, di piattaforme e da un tempio dedicato a Quetzalcoatl. Svettano nel verde le due strutture più importanti: la Piramide del Sole e a Piramide della Luna. Potremmo considerarla la Roma Antica della Mesoamerica, completamente isolata ed avvolta nel mistero. Nessun segno di propagazione verso l’esterno, nessuna contaminazione. Tutti indizi che, considerando le presunte origini divine di cui si vantavano gli Aztechi, fanno presupporre una retrodatazione del luogo rispetto a quella suggerita sino ad oggi dagli archeologi.

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La Piramide del Sole si presenta, infatti, come un “organismo” a sarti, una scatola cinese, un po’ come le bamboline russe, chiuse una dentro l’altra, dove gli strati più remoti risultano  essere notevolmente più complessi. I teorici degli “Antichi Astronauti” suggeriscono che sia stato costruito dagli alieni (dagli “Dèi del Cielo”, i “Signori del Tuono”). Per gli esperti la complessità del sito è un indizio da non sottovalutare.

Inoltre la grande mole di terra sotto la quale erano sepolte le piramidi prima degli scavi, quando furono scoperte nel 1884 da Leopaldo Baltres, non è spiegabile se non ipotizzando un cataclisma, pena supporre una dilazione del tempo necessaria a che normali eventi atmosferici ricoprissero naturalmente una struttura così grande. Ma supponendo un cataclisma in grado di produrre quell’effetto, viene spontaneo il nesso con il “Grande Diluvio”, che retrodaterebbe le piramidi e le strutture originali circostanti a migliaia di anni prima rispetto alla cronologia convenzionalmente accettata.

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A supporto della teoria aliena, il ricercatore Marco Vigato, durante il suo ultimo accesso nella Piramide del Serpente Piumato, ha osservato alcuni dettagli interessanti. Molte delle pietre più grandi, che hanno un peso variabile  dalle 4 alle 10 tonnellate, costruite in andesite, una roccia vulcanica estremamente forte, presentano una superficie liscia e gli angoli perfettamente acuti. Normali strumenti di pietra, quali quelli adoperati dalla civiltà codificata dagli archeologi, non sarebbero stati sufficienti per realizzare una simile fabbricazione. Come se non bastasse, a quanto pare un acquazzone torrenziale nel 2003 ha scavato un pozzo profondo oltre 1 metro ai piedi del Tempio. Gli archeologi hanno esplorato rapidamente la cavità. Hanno trovato un tunnel, collegato a una dolina, all’interno della quale sono state scoperte tre camere,  dove sono state rinvenute alcune statue di giada, delle ceramiche ed altri reperti archeologici.

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Cosa ancora più curiosa è che, dopo 12 anni di scavi, nel 2015 è stato scoperto un pozzo di mercurio liquido, che secondo David Wilcock «non può esistere nella sua forma originaria in natura, in quanto per presentarsi in questa forma richiede un difficile processo di estrazione».

Come ci è arrivato allora? E a quale scopo?

A questo si aggiunga il ritrovamento di centinaia di sfere dorate (della dimensione dai 3 ai 12 centimetri di diametro) scoperte lungo il percorso tra le pareti di una grotta, punteggiate come un cielo stellato di spruzzi di oro. Le sfere sono coperte di jarosite, ovvero pirite ossidata. Altre sostanze presenti sulla parete rocciosa non sono ancora state identificate e presentano delle evidenti anomalie. Senza dimenticare, infine, il ritrovamento di fogli di mica (un tipo di minerale cristallizzato) in tutto il sito, molto spesso tra le pareti, come se fossero stati utilizzati da isolante. La mica, che può resistere a temperature quasi fino a 1000° C, oggi viene utilizzata con precise tecnologie per garantire una protezione termica tecnologicamente avanzata.

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Che cosa significa tutto questo?  teorici di “Enigmi alieni” (“Ancient Aliens”, noto programma televisivo statunitense) ipotizzano che i fogli di mica trovati intorno all’area potrebbero essere stati usati come scudi termici durante la lavorazione del mercurio e dell’oro. In effetti, molte strutture mostrano i segni evidenti di un grande incendio localizzato, probabilmente risalente al VI secolo d.C.. La teoria prevalente propende per una massiccia esplosione, dovuta ad un’energia maltrattata o mal gestita. Una ipotesi più azzardata, imputa la potenza dell’esplosione al possibile collegamento con una centrale elettromagnetica o una nave spaziale. In sostanza “Ancient Aliens” propone la levitazione quantistica e la preparazione di un misterioso carburante a base di mercurio.

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Volendo proporre una teoria alternativa, c’è chi ipotizza che agli Aztechi piacessero gli oggetti lucenti e che l’avvelenamento da mercurio fu la causa della loro estinzione di massa, coadiuvata da una esplosione dirompente, presumibilmente un incendio da combustione. Probabilmente scoppio una rivolta e i superstiti, apolidi e senza governanti, lasciarono l’area metropolitana perché pensavano che fosse maledetta o inquinata. Perché formulare altre ipotesi? Eppure sono ancora molti i punti in sospeso…

 A cura della Redazione Segnidalcielo

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